Intevista al Segretario Comunale del PD realizzata da Michele Marangon "la Provincia" del 30 ottobre 2009
De Marchis:« Franceschini componente importante, ma rispettiamo la volontà popolare»
«La volontà popolare ha dato il suo parere, vedete anche il caso della mozione Marino»
«Pensiamo a cose concrete, come creare un gruppo a Gaeta»
«Ma che vogliono questi?» Il tono delle telefonate tra i componenti della mozione Bersani è stato grosso modo questo nel leggere le dichiarazioni di Claudio Lecce rispetto all’ipotesi di una scissione nel Pd.
Qualcuno ci ha voluto leggere il disagio della sconfitta quando le consultazioni interne - indicative per la futura segreteria provinciale- hanno in-vece dato un esito a favore dei franceschiniani. Certo è che le dichiarazioni di Lecce, notoriamente moderato e poco incline alle polemiche, non potevano passare inosservate.
Anche pezzi importanti del Pdl hanno drizzato le antenne, ma ad accollarsi l’onere di una risposta è Giorgio De Marchis, segretario comunale del Pd ed aspirante guida al provinciale.
«Le dichiarazioni di Claudio Lecce, che ritengo un padre nobile del partito a Latina, sono il chiaro segnale di un disagio. Per quel che mi compete - dice De Marchis - posso rassicurare invece sul mantenimento del pluralismo interno». Rispetto all’andamento del partito, si rivendica l’impulso impresso negli ultimi tempi. «A Latina sono venuti quasi quattrocento elettori in più rispetto alle primarie di Veltroni - dice - e questo è un risultato di tutti, del rispetto di quel pluralismo. Io sono il primo a riconoscere il ruolo della componente di Franceschini, ma adesso dobbiamo rinunciare alla strumentalità del dibattito interno». Che fare delle consultazioni in due tempi?
«La volontà popolare ha espresso un indirizzo e noi dobbiamo starci tutti dentro. Pensiamo anche alla mozione Marino, che contiene elementi di forte rinnovamento.»
Ritiene possibile una scissione a livello locale sulle orme di Rutelli? «Credo che quello dell’ex sindaco di Roma sia un progetto un po’ confuso e non ben definito. Adesso il partito locale deve pensare al rilancio dell’attività politica, a risolvere i problemi che ci sono a Gaeta, dove non c’è un gruppo del Pd, e ad Aprilia. Insomma, rimuoviamo gli ostacoli.»
Chi si aspettava le cannonate si trova di fronte un ramoscello d’ulivo. Ma c’è da scommettere che la vera resa dei conti non passerà attraverso le colonne dei quotidiani.






