Capiamo l’estrema difficoltà della PDL nel trovare giustificazioni ad un’opera così invisa alla popolazione di Latina Scalo ma di certo non ci possono dire che le scelte sono state ampiamente condivise. Quando affermo che “la maggior parte dei cittadini che hanno preso parte lunedì sera alla nostra assemblea erano all’oscuro dell’opera” è un dato di fatto, non è un’affermazione opinabile. Addirittura ci sono cittadini che dovranno subire degli espropri che nemmeno ne erano al corrente prima di lunedì, questa Mancin non la definisce disinformazione? Sono giorni che gli esponenti della PDL, sui vari organi di stampa, continuano a ribadire che la data del 27 dicembre è una data insignificante. Questo è inquietante. Una forza di maggioranza che governa da 15 anni questa città non sa nemmeno le basi del diritto amministrativo. Le osservazioni si possono presentare in tre tappe. Le prime osservazioni erano quelle presentabili alla Valutazione di Impatto Ambientale, le seconde osservazioni erano quelle presentabili dagli espropriandi e le terze sono quelle presentabili alla variante urbanistica dal giorno di pubblicazione all’albo pretorio che è avvenuta il 7 dicembre, quindi quella del 27 è la data ultima per la presentazione delle osservazioni.
Invece di continuare a sbandierare la favola di scelte condivise ci dica Mancin se sono d’accordo i cittadini, ascoltati in queste fantomatiche riunioni, sul fatto che se malauguratamente non si dovessero raggiungere gli 8000 passeggeri giornalieri di media sarà l’amministrazione comunale, e quindi gli stessi cittadini, a versare i soldi dei mancati introiti al privato che gestirà la metro, visto che sul piano economico Mancin sorvola sempre l’argomento. Oppure queste riunioni erano tra pochi intimi e ad illustrare l’opera c’erano solo esponenti della maggioranza che hanno taciuto sui moltissimi punti critici dell’opera?







