Partito Democratico Latina

 
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Sicurezza, il PdL evita il dibattito in Consiglio

I banchi vuoti della maggioranzaSconcertante atteggiamento dei consgilieri del PdL di latina che hanno diserato in massa il comsgilio Comunale convocato per dibattere sull'emergenza criminalità dopo gli omicidi di inizio anno. Lastrategia del PdL è sempre la stessa, fare solo propaganda senza mettere in campo azioni reali per contrastare l ebande criminali e mafiose che ormai hanno il controllo totale della città. Dopo il Consiglio parata, alla presenza delle autorità civili e religiose, nel quale ha parlato soltanto il Sindaco, i consiglieri della maggioranza non hanno partecipato al Consgilio Comunale nel quel si doveva dibattere della criminalità e propore soluzioni. Le forze del centro destra non hanno presentato nessun documento programmatico sul quale confrotnarsi, addirittura il consiglio non è stato aperto dalla relazione del delegato ai prolemi della sicurezza che il sindaco Zaccheo aveva nominato un anno fa.

Diversamente il gruppo del PD ha presentato un documento politico con alcune proposte:

Presentato dai Consiglieri: Mansutti, De Marchis, Aielli, Campagna, Cozzolino, Mattioli, Visari
Premesso che
- gli episodi di criminalità che si sono verificati negli ultimi mesi a Latina non sono riconducibili al caso e non stupisce il fatto che i protagonisti siano elementi di spicco della criminalità locale, peraltro contigui ad ambienti da sempre noti.
- Da dieci anni a questa parte la malavita locale ha potuto agire indisturbata sul territorio e questo fatto ha consentito anche una sua diffusione in ambienti sociali, umani, anche territoriali ben determinati attraverso il controllo dell'usura, delle estorsioni, del traffico degli stupefacenti, fatti che hanno generato un traffico di denaro senza precedenti per la città.

- Le azioni delle bande criminali locali si sono contraddistinte per la grande ferocia, per la sfrontatezza come nel caso dell'uccisione di camorristi in domicilio coatto a Latina.
- Abbiamo insomma la sensazione netta che la criminalità locale abbia compiuto un pericoloso passo in avanti, legando, stabilmente od occasionalmente sarà compito delle forze dell'ordine accertarlo, i suoi interessi con quelli di organizzazioni camorriste e di malavita romana.
Peraltro, alcuni di questi episodi – dall'omicidio di soggetto vicino al mondo del recupero del disagio – per la loro tecnica rivelano uno stato di degrado di alcuni ambienti umani determinati, più presenti in zone specifiche del territorio – non è un caso che due dei più efferati episodi siano stati compiuti in periferia, a Gionchetto e a Pantanaccio – che non possono non suscitare domande “politiche” e si attendono risposte”adeguate”.
- A fronte dell'avanzare di queste organizzazioni, le istituzioni locali hanno offerto risposte deboli e insufficienti, limitandosi all'approvazione di protocolli e documenti amministrativi che hanno dimostrato nei fatti di essere inefficaci, designando delegati alla sicurezza assolutamente improbabili e sprovveduti, tese esclusivamente a fornire l'immagine di un territorio sotto controllo nel quale gli episodi di criminalità appaiono essere fatti isolati e casuali e, soprattutto, privi di collegamento con le organizzazioni mafiose, invece ormai provati. Da due anni a questa parte, con l'azione della Prefettura di Latina, della Questura e dell'Arma dei Carabinieri si è iniziato a colpire in modo forte e costante il sistema criminale locale, puntando ad individuare eventuali collusioni tra delinquenza comune e fenomeni mafiosi, camorristici, e soprattutto possibili contiguità con amministrazioni pubbliche.
- E' necessario fare quindi un salto di qualità nel dibattito politico locale superando lo schema della rituale retorica del sostegno alle forze dell'ordine dal quale non si evince alcune disegno reale di contrasto alla criminalità. In questa direzione va sottolineata la debolezza dimostrata dal Consiglio Comunale di Latina in occasione della discussione della “Mozione di solidarietà al Prefetto Frattasi”, allorché non è stato capace di svolgere una discussione serena sugli attacchi subiti dal Prefetto e di esprimergli la solidarietà come persona anti mafia.


Il Consiglio Comunale
impegna il Sindaco nel pieno rispetto della normativa vigente a:
- chiedere l'istituzione della sede distrettuale della DDA;
- istituire un Osservatorio tecnico-politico di monitoraggio e di proposta sulla criminalità;
- aprire una fase di verifica dei flussi commerciali nella città;
- a reperire, attraverso gli strumenti del bilancio, i fondi necessari da una parte ad aumentare la dotazione organica della polizia municipale da destinare anche a compiti di prevenzione e controllo, dall'altra a finanziare proprio le iniziative a sostegno della difesa della legalità;
- procedere con la massima sollecitudine alla definizione della pianificazione urbanistica esecutiva aprendo ancora aperta per avviare, successivamente a quella, una fase di revisione generale del PRG;
- ad aderire all'Associazione “Avviso Pubblico” (associazione nazionale dei Comuni Antimafia);

Impegna altresì il Presidente del Consiglio Comunale a trasmettere il testo dell'odierno dibattito consiliare alla Commissione parlamentare antimafia.

 

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